20-21 Gennaio 2012
Università degli studi di Napoli FEDERICO II
Dipartimento di Progettazione Architettonica e Ambientale

CONVEGNO NAZIONALE CITTA’ ED ENERGIA
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E’ noto che la questione energetica assume una crescente importanza in relazione a tre principali fattori tra loro strettamente connessi: la non riproducibilità di alcune risorse naturali, l’aumento dei consumi, gli interessi economici. Gli effetti sono lo spreco e l’inquinamento ambientale.

La città, come luogo di massima concentrazione delle attività umane, è una “macchina” a bassissimo rendimento che dissipa energia.
Il futuro degli insediamenti umani è legato alla capacità dell’uomo di entrare in una nuova armonia con la natura, dalla quale ha attinto finora come se le risorse fossero illimitate, producendo squilibri ecologici noti e preconizzati da anni. Alla ricerca e all’uso di fonti energetiche rinnovabili e di basso impatto ambientale, alternative al petrolio e al gas, sul cui consumo si sono consolidate nel tempo posizioni di rendita che rallentano la ricerca stessa, va affiancata quella per la riduzione dei consumi e per la messa a punto di sistemi utilizzatori sempre più efficienti.

La qualità e le modalità dell’alimentazione energetica vanno poste alla base della progettazione dei nuovi insediamenti e delle nuove infrastrutture. Da questo punto di vista i criteri di progettazione si vanno man mano aggiornando.
Gli interventi additivi, quelli cioè volti a soddisfare i fabbisogni di crescita attraverso la realizzazione di nuovi quartieri residenziali, nuovi complessi di uffici, nuovi distretti produttivi, si diffondono ormai soprattutto nei paesi a forte crescita economica, nelle nuove grandi economie mondiali.
Le città e gli insediamenti del mondo occidentale hanno invece bisogno di essere riqualificati, di ridurre al massimo la dissipazione con l’adeguamento delle infrastrutture e degli edifici mediante sistemi costruttivi e tecnologie edilizie ed impiantistiche efficienti e l’introduzione, dove possibile, dell’alimentazione energetica alternativa.
Il parco abitazioni del nostro paese è mediamente vetusto; l’edilizia povera delle periferie, quella delle aree abusivamente edificate, ma anche quella dei quartieri realizzati dal dopoguerra, va adeguata ai fini sismici, della sicurezza e dell’efficienza energetica. A tal fine, programmi coraggiosi potrebbero sostenere la ripresa economica e l’occupazione, a condizione di regole certe.

Scopo del convegno è quello di riunire ricercatori, professionisti e imprenditori per fare il punto:

  • sullo stato di avanzamento della ricerca in materia e sulle prospettive di sperimentazione configurabili per i prossimi anni alla scala urbanistica (nuovi insediamenti ecocompatibili, riqualificazione della città esistente – centri storici, aree consolidate, periferie -, reti di servizio), ed edilizia (tecnologie costruttive e impiantistiche, nuovi materiali);
  • sulle capacità espressive che l’architettura va assumendo per effetto delle tecnologie innovative.

 



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